martedì 19 maggio 2020

Madre - Giovanni Lindo Ferretti & Ambrogio Sparagna

Corriere della sera 14/9/1978

"Penso che la dolce, tenerissima espressione con cui Giovanni Paolo I ha voluto confidare a noi tutti che Dio ci ama più come una madre che come un padre, per venir compresa nel suo semplice, abissale significato, debba essere riportata a un punto fondamentale delle parole che lo stesso Pontefice ha voluto rivolgere al mondo durante la Messa dell’investitura. Esattamente là dove invocava sul suo pontificato e su tutti gli uomini la protezione, l’amore e, quasi, la carezza della Vergine; di Colei che fu e sarà sempre la Madre di Cristo; e come tale, la Madre d’ognuno di noi. (...) Se Maria è figurativamente fuori dalla Trinità, ne è, per quanto riguarda l’amore, completamente dentro; serva e regina; straziata dall’abisso di verità e di luce che nel suo povero corpo sta per scatenarsi, e che, forse, si quieterà solo quando compiuta tutta l’attesa, si troverà, sotto la croce, nel tempestoso tramonto in cui suo Figlio, per nostra colpa, verrà crocifisso e assassinato.
Da quella quiete, in cui esiste già la consapevolezza muta e splendente della Resurrezione, quella consapevolezza che solo le madri sanno avere, Maria attende la morte. (...) Ma come grembo di Cristo ha avuto il privilegio di non attraversare la pausa dello sfacelo, e, dunque essere assunta direttamente nello spazio senza spazi, nel tempo senza tempi"

Così scriveva sul quotidiano Giovanni Testori. Lo scrittore era stato chiamato da poco più di anno a sostituire Pierpaolo Pasolini sulle colonne del Corriere, come "coscienza critica" sulla prima pagina.

Come Pasolini (assassinato sul litorale romano in situazioni ancora misteriose in ambienti di degradazione sottoproletaria) Testori era considerato dalla borghesia perbenista dell'epoca, l’alfiere di una cultura e di opere letterarie borderline, quella stessa classe borghese attraversata dalle scosse sociali e politiche della contestazione studentesca e operaia, per alcuni occasione per la trasformazione della critica ideologica in terreno di coltura del terrorismo, che proprio in quell’anno ebbe il suo drammatico culmine con il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro.
Come Pasolini, però, anche Testori viveva una tribolazione esistenziale cresciuta alla ricerca di un comune senso cristiano della propria vita, che per Testori fu determinante e sempre più stringente negli anni della sua maturità.

Anche per Giovanni Lindo Ferretti la strada della consapevolezza che col fatto cristiano bisogna, prima o dopo, bisogna fare i conti, arriva da un percorso umano e artistico tortuoso e sorprendente.

Fondatore di un gruppo punk, i CCCP, dei più estremi, sia per i temi trattati (l’esaltazione della dottrina comunista più dogmatica e rivoluzionaria) sia per l’immagine concreta nel quotidiano (capelli a cresta colorata e abbigliamento decisamente non convenzionale), ad un certo punto sente il richiamo delle radici familiari.
Ritorna nel suo paese d’origine sull’Appenino tosco-emiliano e si riavvicina alla fede religiosa semplice e concreta di quel popolo.

Non prima (nel 1989) di "scandalizzare" il suo pubblico, pubblicando una canzone di lode a Maria, la Madonna.
Anche lui attratto dalla intercessione, segnata dalla tenerezza tipicamente femminile, che quella donna esercita tra suo Figlio e il popolo cristiano.
Ferretti racconta al cronista musicale Walter Gatti:
"Dopo aver scritto e inciso questa canzone di origine fortemente spirituale, 'Madre', nei concerti arrivarono molti fischi dai centri sociali.
Ma in quel momento io ero un catalizzatore di una voce eterna, immensa, che circolava nel mondo.
Tra il nostro presente e le voci delle tribù che si perdevano nell'anno 1000, l'unico punto di contatto era quell'umana preghiera che si rivolgeva ad una madre eterna, una donna che da sola poteva raccogliere le nostre lacrime.
I fischi non potevano opporsi a questo grido che veniva da mille anni fa e da milioni di popoli.
Noi siamo frutto di una storia, non una scintilla accidentale della chimica del presente."   

Originariamente il testo di "Madre" è solo italiano e il tappeto musicale si snoda tra batterie e tastiere elettroniche; in seguito si trasformerà sempre più in una lauda gregoriana per voce solista con l’aggiunta nel testo delle giaculatorie mariane in lingua latina.

La versione che viene proposta è tratta da un concerto "sacro" con l’accompagnamento del gruppo e coro di Ambrogio Sparagna.

Il finale è veramente da brivido: una vera invocazione in musica.



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